Se la crisi economica ha fatto registrare forti contrazioni in molti settori di consumo, non ha però travolto il settore digitale. E' la confortante opinione di Enrico Gasperini, presidente di Audiweb, che oggi ha presentato a Milano il nuovo sistema integrato per la rilevazione dei dati sulla fruizione dei media online. «In Italia come in altri Paesi - ha affermato Gasperini - il consumo del digitale non diminuisce. Certo, bisogna vedere cosa accadrá nel 2009 ma il settore è così in espansione che non si flette di fronte alla crisi».
Secondo la ricerca trimestrale di Audiweb, partita nel mese di aprile su un campione di 7200 interviste, il 45,2% delle famiglie italiane (9,2 milioni) ha accesso a Internet da casa e il 70,5% sceglie l'Adsl, con un abbonamento flat (88,6%).
Continua a leggere su Corriere.it.Continua a leggere su Corriere.it.
Ad annunciarlo è la Atlantic Records, etichetta Warner che ha visto i ricavi dell'online superare quelli dei cd. 51% a 49%, poco ma un segnale.Che dice che, col tempo, i cd non si venderanno più. Un trend confermato dai numeri.
Già, su un giornale. Succede in Francia, dove Vendredi (letteralmente venerdì), al prezzo di 1,50 euro fornisce tutti i più interessanti articoli pubblicati sul web durante la settimana.
Un semplice copia incolla, a quanto pare. Né interazione, né ottica 2.0, solo un riassunto, una selezione, un best of. Che regala come unico valore aggiunto la possibilità di leggere con più comodità e di non doversi autoselezionare gli articoli. Negando, però, la stessa essenza di Internet.
I giornali "di carta" avrebbero un futuro. Forse. Di certo non così come siamo abituati a vederlii e leggerli oggi.
giornali di carta hanno un futuro? E quale è il loro senso nel mondo dell'informazione digitale? Quale potrà essere il loro uso nel mondo post-internet? Se lo chiede Benoit Raphael, uno degli esperti che partecipa ai gruppi di lavoro sugli Stati generali sulla stampa scritta in Francia, nel suo blog "Demain tous journaliste" con un articolo dal titolo "Giornali: il rompicapo dei contenuti".
Nell'esaminare le chances per il futuro della stampa scritta, Raphael parte da una questione di fondo: il focus non è cosa leggere in un giornale, ma perché leggere un giornale? "Anche perché - spiega Benoit - io non vedo oggi un solo contenuto pubblicato su carta che non possa essere trovato su internet".
Continua a leggere cliccando qui.
Di Alessandro Rimassa
E alla fine anche i Comunisti arrivarono alla Tv. Già, il Partito dei Comunisti Italiani, quello di Oliviero Diliberto, ha lanciato da poche ore la propria televisione. Il che farà drizzare i capelli a chi, in questi anni, ha più volte sentito il Segretario scagliarsi contro Berlusconi e l'improntare tutta l'attività politica sulle televisioni. Ma il mondo cambia, diranno altri, e ci si deve adeguare. Che sia così è fuori dubbio. E allora vediamola Pdcitv.it: otto canali, inchieste, notizie, territori, idee, molti strumenti per segnalare i video, copiare i link, inserirli sul proprio sito/blog e vederli a schermo intero (con qualità più che dignitosa). C'è tanto, è attiva, pensante, ben fatta, la televisione comunista.
Ok, diciamolo: non ce lo saremmo mai aspettato. I comunisti, oltre a mangiare i bambini... sanno anche fare la Tv. La web Tv!
Continua a leggere cliccando qui.



(p)Link
Storico
Stampa